Ansia e rabbia Forlì San Mauro Pascoli

Il disturbo d'ansia e la rabbia verso la madre a Forlì e San Mauro Pascoli

Trattasi di libere rielaborazioni di casi clinici reali nelle quali l'utilizzo di nomi e scenari fittizi tutela la privacy delle persone coinvolte senza nulla togliere alle dinamiche psicologiche sottese.

Ansia e rabbia verso la madre: un caso clinico

Qualche tempo fa si presentò nel mio studio, inviata da una collega terapeuta, una simpatica ragazza di circa trent'anni: Sonia.
"Ho un'ansia stellare", dice appena seduta con una faccia da buffa macchietta. E poi inizia a raccontarmi ad una velocità supersonica - e sempre con un tono tra il serio e il faceto - le ultime vicende in cui l'ansia si manifestava in modo pesante e fastidioso.

Quello che mi colpisce immediatamente di lei è la sua coinvolgente ironia: ride in continuazione e tende a sottolineare i temi del suo racconto con un'ilarità acuta e piacevole. Questa ragazza è un vero spasso, pensai tra me e me.

Ma mi accorsi ben presto che questo suo mostrarsi così divertente non era altro che un modo per accattivarsi l'altro, per conquistarlo, cosa di cui sentiva il bisogno: questo atteggiamento nascondeva la paura del rifiuto (o angoscia d'abbandono).

Sonia lavorava come operaia in una azienda del settore calzaturiero. Le piaceva il suo lavoro, nonostante fosse ripetitivo e un po' noioso: l'importante per lei era il rapporto che riusciva ad instaurare con i colleghi di lavoro.

Se si sentiva riconosciuta da chi aveva intorno come una persona piacevole - ma anche capace e responsabile - allora non aveva problemi di sorta e svolgeva il suo lavoro con solerzia e meticolosità. Ma se si sentiva criticata ingiustamente anche per delle banalità allora il suo buon umore svaniva e lasciava posto ad acredine, astio ed insofferenza.
Questo suo tratto caratteriale l'aveva portata a cambiare diversi lavori e diverse aziende. Peraltro la sua spiccata capacità nel colpire favorevolmente la persona con cui interloquiva le permetteva di superare brillantemente i colloqui di lavoro che sosteneva ed a farsi assumere senza rilevanti difficoltà.

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Alla base dell'ansia di Sonia: il rapporto con i suoi genitori

Il lavoro di analisi che intraprendemmo proficuamente, portò alla luce grosse carenze affettive che Sonia aveva patito nell'infanzia e che si portava dietro come un pesante fardello. Figlia unica, cresciuta con due genitori in difficoltà: la madre, persona molto problematica, le faceva pesare la sua nascita come una sorta di disgrazia (non aveva ancora vent'anni quando Sonia nacque); il padre, seppure più presente della madre, insisteva in continuazione con lei affinché fosse ubbidiente e rispettosa con la madre che, a detta di lui, soffriva di un forte esaurimento nervoso e pertanto andava assecondata in tutto e per tutto.

In altre parole Sonia da un lato doveva sottostare ai continui rimbrotti della madre (che la considerava la disgrazia della propria vita), dall'altro - per non inimicarselo troppo - aveva dovuto piegarsi al volere del padre che la voleva succube e sottomessa alla madre.

Nessuno l'aveva amata o anche semplicemente riconosciuta e rispettata per ciò che lei era veramente.
Di qui al sentirsi sbagliata il passo era breve.

Era contro a questa devastante sensazione che Sonia si ribellava in continuazione. Quelli che la criticavano le ricordavano il suo essere sbagliata, allora lei si infuriava e la sua piacevolezza si trasformava in ribellione e palese risentimento. Così come era capace di essere un vero spasso, Sonia sapeva diventare una vera persecuzione: irritante e vendicativa.

Dicevo a Sonia:

"Tu non sei nata sbagliata, anzi, nella sfortuna sei stata fortunata perché il tuo temperamento ribelle ti ha dato le energie per combattere contro il giogo che ti veniva imposto da piccola e infatti hai imparato a costruirti una strada tutta tua: personale, anomala se vogliamo, ma pure efficace. L'ansia, l'abbattimento, la rabbia, ne sono logiche ed inevitabili conseguenze".

Ultimamente è riuscita a recuperare il rapporto con suo padre, e questo l'ha aiutata a stabilizzarsi con un partner, interrompendo così quella ricerca affannosa e inevitabilmente infruttuosa di compagni sempre nuovi e (apparentemente) migliori dei precedenti.
Lavora da due anni come responsabile del settore produzione in un'azienda in cui, dice, vorrebbe continuare a rimanere.

Ora lei è più soddisfatta di sé, ha imparato in misura sufficiente ad accettarsi ed a collocare la rabbia verso la madre in una dimensione meno fastidiosa, meno conflittuale: cosa difficilissima, per la quale non mi stanco di apprezzarla.

Ogni tanto le dico: "Li farai divertire i tuoi sottoposti, non ho dubbi, ma credo anche che li comandi a bacchetta...".
E lei mi risponde con un sorriso da buffa macchietta come per dire: è inevitabile!

Ansia e rabbia Forlì San Mauro Pascoli: dott. Giancarlo Signorini, Psicoanalista Se desideri contattarmi ti aiuterò ad affrontare l'Ansia che senti, ricevo negli Studi di Forlì e San Mauro Pascoli.

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